Titolo del Film

C.T.P. COME TI PARLO

scheda
 
Regia
Alessandro Diaco
 
Produzione
ghettUPtv
 
Durata
1h 13'
 
Anno
2017
 
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C.T.P. significa “Centro Territoriale Permanente”, è l’istituzione pubblica predisposta all’istruzione e alla formazione di persone che abbiano compiuto i 15 anni di età. Gli adulti che intendono rientrare in ambito scolastico hanno la possibilità di frequentare diversi percorsi: licenza media, prima alfabetizzazione, educazione civica, laboratori tematici. Le attività dei C.T.P. sono strettamente legate alle specificità territoriali, di conseguenza l’offerta didattica varia a seconda dei bisogni legati al contesto e ai diversi cicli scolastici. Il nostro film è realizzato insieme ad alcune classi del Centro Territoriale Permanente di Bolzaneto a Genova. Sono classi composte da ragazze e ragazzi, donne e uomini che seguono i diversi percorsi formativi che la scuola offre. Con questi studenti abbiamo costruito l’orizzonte del testo durante le lezioni del corso d’italiano, accompagnandoli in un percorso di scrittura cinematografica che approda alla sceneggiatura definitiva. Nel nostro ritratto corale, la ciclicità occasionale e regolata della quotidianità scolastica si contrappone a quadri evocativi in armonica dissonanza: sono classi nelle quali si condivide solo una parte della propria giornata, una scheggia del proprio percorso di vita, ma sono allo stesso tempo i luoghi dove il futuro prende corpo, dove si giocano questioni determinanti del progetto di vita e della ricerca di inclusione. Una successione fluida di storie e di sguardi, un film che parla le lingue di uno spazio frammentario e vitale, per raccontare a tutti un futuro immaginabile. Un adolescente che danza il dembow negli angoli più anonimi della periferia della sua nuova città. Una licantropa brasiliana solitaria che esplora la sua identità in costruzione di ragazza sospesa tra incertezze e fascinazioni mutanti. L’aspirazione di un giovane campesiño che si perde nella campagna ligure con la fidanzata. Le riflessioni e le derive a tempo perso di un bidello siciliano arrivato al Nord negli anni ’80, il custode dei segreti di una scuola attraversata prevalentemente dal proletariato dei nostri tempi: migranti, precari e disoccupati italiani, anziani del quartiere a caccia di stimoli culturali. Cronoscansione quotidiana di un silenzioso e lunare studente-operaio braccato da responsabilità marginalizzanti e alienanti. Reinvenzione di frammenti di una cosmogonia africana tra i boschi dell’appennino. Sogni, desideri e segnali da decifrare nello spazio arredo della Genova satellitare tra i bordi urbani che sfumano nella vegetazione: peruviano, dominicano, brasiliano, tunisino, albanese, meridionale… non importa, sembra che ogni manifestazione di originale differenza debba essere sterminata dalla normalizzazione. In “C.T.P. Come Ti Parlo”, documentario di creazione di Alessandro Diaco, Sebastiano Benasso, Benedetta Cappellini, Dagmar Tohmann e Gilberto Marengo, ritroviamo tutto questo e altro. Il film non cerca di ripercorrere le giornate scolastiche degli studenti, ma si interroga parzialmente sui vissuti di alcuni di loro per intrecciare storie che costituiscono un racconto continuo sulla sedimentazione in atto nel tessuto sociale dell’Italia contemporanea.
“La mia è una storia da parlare, no da scrivere”, racconta una delle protagoniste mentre nelle nostre orecchie riverberano le tante voci che abbiamo ascoltato rimbalzare sui muri di quelle classi, insieme ai suoni della narrazione collettiva che abbiamo attraversato, producendo distorsioni e tornando inevitabilmente a chiederci (e a sentirci chiedere): Come ti parlo?

 

 


Nel 1991 completa gli studi in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e comincia a lavorare come fotografo di cronaca.
Dal 1998 è stato direttore della fotografia, montatore, autore e regista in numerose produzioni per le televisioni satellitari e per diverse istituzioni, tra cui Discovery Channel, Animal Planet, Real Time, Sky Cinema, Telepiú, Stream, Sailing Channel, CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), Università di Genova, Università di Tunisi El Manar, UGTT(Union Générale Tunisienne du Travail).
Attualmente è regista di cortometraggi e reportages sulle tamatiche del lavoro al Dipartimento di Comunicazione de l’UGTT. Regista di film etnografici e di ricerca al Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova. Insegnante di tecniche dell’immagine del documentario e del reportage presso l’Accademie d’Art de Carthage di Tunisi.

- l’ethno-fiction “Après le printemps, l’hiver”
prodotta dal Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova 2016

- il film documentario “C.T.P. (come ti parlo)”
prodotto da Ghetto tv, Coop Liguria e il C.T.P. di Genova Bolzaneto 2015

- il film documentario “Spartacus e le kattive maestre”
prodotto dal Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova 2014

- il film documentario “Dramma, scempio e fama”
prodotto dal Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova 2012

- il film documentario “La nostalgie du corps perdu”
prodotto dal Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova e University of Eastern Finland Joensuu 2011

- il film documentario "Yo no me complico"
  prodotto dal Laboratorio di Sociologia Visuale Università di Genova 2010

- il documentario "in between"
  prodotto da Tresegy Projet – DISA Università di Genova 2009

- il documentario "La settimana spirituale"
  prodotto da Opificio Ciclope, con il sostegno di Coop Lombardia, Pirelli Real Estate et Fuji 2003
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