Titolo del Film

ANOTHER LISBON STORY

scheda
 
Regia
Claudio Carbone
 
Produzione
Claudio Carbone
 
Durata
59'
 
Anno
2017
 
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Una favelas a Lisbona, i residenti sono parte attiva nelle decisioni del luogo cui vivono e un gruppo di ricerca segue il processo d'inclusione nella società.
Il Bairro da Torre è un quartiere a genesi informale, nato al lato dell'attuale aeroporto di Lisbona in seguito ad un'occupazione illegale da parte di popolazioni portoghesi, africane e gitane. Queste abitazioni non legalizzate sono frutto dell'assenza di una politica che non ha risposto negli ultimi anni alle carenze e necessità di quelle popolazioni con basso reddito, le quali hanno cercato mezzi alternativi per “risolvere” il problema della casa.
In questo contesto vivono al momento 62 famiglie, circa 300 persone, donne, bambini, uomini, anziani, persone con disabilità e in alcuni casi con gravi problemi di salute. Queste sono comunità ancora permeate da fortissimi legami sociali, etnici, familiari e da uno straordinario senso di collettività e appartenenza. Un quartiere senza igiene, con case precarie, senza fogne, non sempre con l'acqua a disposizione e con una discarica a cielo aperto che attira topi, serpenti e parassiti.
Il tema delle baraccopoli per noi europei ha un gusto esotico (facile è il riferimento alle favelas brasiliane). In pochi sanno che queste sono realtà parallele che si sviluppano e si moltiplicano nei nostri suburbi, e le uniche istituzioni che se ne interessano sono associazioni senza scopo di lucro e università.
Proprio dall'incontro tra la comunità di Bairro da Torre e un gruppo di ricerca universitario della facoltà di Architettura di Lisbona, il Gestual (gruppo che cerca attraverso un’urbanistica emancipatrice di coinvolgere i residenti e i cittadini nel prendere decisioni rispetto al posto dove vivono), si è avviato attualmente un processo di inclusione nella società di questo quartiere stigmatizzato, con l'obiettivo di un futuro consolidamento ed integrazione attraverso la pianificazione urbana comune, sia attraverso pratiche di auto-produzione, sia attraverso movimenti di cittadini in difesa del loro diritto alla casa, diritto al luogo e diritto alla città.
Attraverso la creazione di strutture e spazi pubblici, anche se di genesi informale, si è innescato un processo di recupero delle parti abbandonate e povere della città, in cui tutti i cittadini possono partecipare attivamente, costruendo nuove attrezzature e condizioni di porosità del tessuto urbano, migliorando il consolidamento e l'immagine del quartiere all'esterno. Adesso, l'obiettivo principale è quello di ottenere alloggi dignitosi, se possibile attraverso progetti alternativi di auto-costruzione.

 

 

Potenza (IT) 1988 Nel 2007 si trasferisce a Roma per studiare architettura, sua attuale professione, concentrandosi sulle città informali in Brasile, Roma e Lisbona e dei loro processi di inclusione. Attualmente vive in Costa Rica, dove lavora come ricercatore con le comunità indigene in lotta nel sud del paese.

Come regista e direttore della fotografia, è autore dei documentari: "Cielito Rebelde" (2016) sui movimenti di lotta in Messico, "Rosso Vivo" (2017) su un'occupazione comunale a Roma, "Another Lisbon Story" (2017) sul processo d'inclusione di una favelas nella società di Lisbona.
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